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mercoledì 5 ottobre 2022

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Nuovo DM 70. Il punto di vista di Aiop
Barbara Castellano

Nuovo DM 70. Il punto di vista di Aiop

Vi presentiamo il nostro position paper: un documento tecnico-politico ispirato ai principi qualitativi e quantitativi che dovrebbero accompagnare la ridefinizione della rete ospedaliera italiana

Barbara Cittadini, Presidente nazionale Aiop

 

Nell’ultimo anno la revisione del DM70, il Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera, è stata tra i temi che hanno maggiormente catalizzato, a tutti i livelli, l’attenzione del mondo sanitario.

Considerata la portata del documento, quale strumento eminentemente programmatico, la nostra Associazione si è immediatamente attivata, anche a mezzo stampa, sin dalla prima diffusione della bozza di proposta di revisione circolata nell’autunno 2021.

Aiop, quindi, si è sin da subito proposta come interlocutore fondamentale nella riflessione in corso.

Una riflessione che non può che essere orientata a raggiungere l’obiettivo di una piena realizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, sfruttando tutte le sue potenzialità inespresse e correggendo le carenze qualitative e inefficienze sempre più lampanti.

La prima versione del position paper elaborato da Aiop è stata illustrata in occasione dell’incontro, avvenuto il 13 gennaio 2022, presso il Ministero della Salute, alla presenza, tra gli altri, di Massimo Paolucci, Capo segreteria tecnica del ministro, Andrea Urbani, Direttore generale della programmazione e Domenico Mantoan, Direttore Generale Agenas.

Un documento, il nostro, arricchito nel tempo e ispirato a quei principi qualitativi e quantitativi di ridefinizione della rete ospedaliera che dovrebbero essere alla base dello stesso DM 70, ma che, sovente, sono sacrificati dall’applicazione di approcci ingegneristici e da finalità di contenimento della spesa pubblica in sanità, a scapito, soprattutto, della componente di diritto privato – sempre più relegata a un mero ruolo vicario – e della capacità di risposta di tutto il sistema ai bisogni cura dei pazienti.

Punto per punto, il nostro ragionamento ha preso le mosse dall’incoerenza intrinseca tra le premesse dichiarate e gli effetti evidenti di un documento - che aspettavamo da molto tempo ma non nella veste formulata - per arrivare a sviluppare, dati alla mano, soluzioni ottimali, ragionate e confortate da analisi interne, interlocuzioni con le Società scientifiche e studi promossi con società di consulenza altamente qualificate, quali Innogea e Nomisma.

Sono convinta che le nostre osservazioni in merito all’illogicità del requisito relativo alla dotazione dei posti letto ospedalieri accreditati, alla necessità di considerare e valorizzare le strutture monospecialistiche e cosiddette “miste”, all’esigenza di identificare standard di volumi di attività e di esiti che coniughino criteri evidence-based con la tutela del diritto alle cure e, infine, alla necessità di salvaguardare e potenziare il modello di rete Hub and Spoke, rappresentino, tutte, un contributo prezioso alla discussione in corso che dovrebbe accompagnare la stagione di riforme che stiamo vivendo ma che, purtroppo, ritengo che manchi di un’ispirazione positiva, importante e innovativa.

È questo insieme di idee e di principi che abbiamo ribadito, con convinzione, in occasione dell’audizione tecnica che si è svolta, il 18 maggio u.s., presso la Direzione della Programmazione, quando -  in una fase di interlocuzioni tra il Ministero della Salute, le Società scientifiche e gli stakeholder coinvolti dal Decreto e dalle sue riformulazioni - abbiamo articolato nel dettaglio le nostre posizioni, la maggior parte delle quali hanno trovato il riscontro positivo del Direttore Urbani.

Posso solo augurarmi che il livello di condivisione raggiunto in sede di audizione si rifletta nei passaggi di nostro interesse contenuti nel Decreto e portati all’attenzione del Ministero della Salute.

Sono convinta che il momento avrebbe richiesto uno sforzo maggiore, sia nel dibattito sia nelle conclusioni, come dimostra il fermento dei contributi prodotti e condivisi dalle Società scientifiche e da esperti di politica e organizzazione sanitaria, che hanno dato vita a un intenso scambio di opinioni sia in merito alla filosofia che guida il DM70, sia rispetto a singoli elementi ivi disciplinati: una agorà pubblica alla quale anche Aiop ha preso parte.

È stata proprio una sintesi del nostro position paper, pubblicata da Quotidiano Sanità il 20 giugno u.s. a stimolare un interessante confronto sul ruolo delle strutture di diritto privato nel Servizio sanitario nazionale e sulla declinazione del concetto di virtuosa competizione nel settore della salute.

Resto, comunque, dell’idea che manchi, a livello decisionale, una visione di sistema ampia e responsabile oltre che prospettica negli interventi normativi in corso e, soprattutto, nell’interazione tra di essi.

L’auspicio è che il nostro impegno nel dimostrare le carenze, le criticità e nel proporre, quindi, correttivi sia dagli estensori, coerentemente, tradotto nel nuovo DM70, un documento in grado di ridisegnare l’assetto dell’intera ospedalità.

Per il momento, dedichiamo questa newsletter a un focus su tutto il lavoro associativo fino a ora effettuato.

Da parte mia, come sempre, Vi assicuro che la mia attenzione e quella di Aiop tutta resterà alta nel saper intercettare e, quindi, intervenire rispetto ai futuri e ulteriori nuovi sviluppi.

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